Pavia, capoluogo di bellezze
Dal Medioevo al Novecento,
monumentale testimone del tempo

La Certosa di Pavia
La sintesi di arte, fede e mistero


Vigevano la ducale
Una delle più belle piazze d'Italia,
un castello "gemello" e l'industria della scarpa

Mortara la pellegrina
Posta sulla Via Francigena, da sempre
al centro dei percorsi spirituali d'Europa


Robbio l'industriosa
L'altra faccia della Lomellina, quella proiettata
verso i mercati internazionali


Mede la preromana
Testimonianze archeologiche ne confermano
l'antichissima origine celto-ligure

Lomello la storica
Le glorie remote del borgo
che ha dato il nome a un'intera pianura









La storia della città di Pavia si snoda lungo il corso del Ticino, che fu da sempre la sua ricchezza e la sua fortuna. Anticamente l’insediamento di Papia Vegia esisteva più a ovest, ma fu l’indicazione di una colomba che fece decidere ai suoi abitanti di costruire Pavia dove si trova oggi. Il luogo della fondazione, che risale ad oltre duemila anni fa, corrisponde all’attuale chiesa di San Tommaso e con essa comincia la storia di Ticinum. Inizialmente la città godette di una posizione strategicamente importante per il controllo del traffico fluviale; divenuta municipio e poi centro portuale, come colonia romana, Pavia cadde nel VI secolo d.C., sotto il dominio dei Longobardi di Alboino. Sotto il regno di Teodolinda, che converte la città al cattolicesimo, Pavia conosce un momento di grande splendore e fortuna: quasi tutto il centro della città oggi conserva i tratti tipici dell’insediamento longobardo, nonostante gli interventi in epoca romanica, a cui si devono le più belle chiese e basiliche della città, e gli abbellimenti rinascimentali e settecenteschi.
Durante l’impero dei Carolingi, Pavia continua a svilupparsi come città capitale di regno; in seguito, ribellandosi ai Sassoni, i Pavesi fondano il libero Comune.
Durante l’età delle Signorie, i Signori di Milano estendono il loro dominio anche su Pavia. Ad essi si deve la costituzione dell’Università degli Studi, la costruzione del Castello Visconteo, della Certosa e del collegamento navigabile tra Milano e Pavia. Vi proponiamo un giro della città attraverso un percorso non propriamente turistico, ma sicuramente conoscitivo: da Viale Campari a Porta Garibaldi inizia il centro storico che ci introduce nella storia romanica di Pavia con la chiesa dei S.S. Primo e Feliciano. Proseguendo verso ovest si giunge fino a piazzetta Azzani, dove è opportuno fermarsi per ammirare San Michele, esempio del massimo splendore che visse Pavia in epoca romanica; la basilica fondata nel VII sec. fu ricostruita nel 1117 dopo il terremoto che sconvolse tutto il settentrione. Lasciandoci alle spalle la suggestiva chiesa in pietra arenaria, proseguiamo verso il Lungo Ticino Sforza.

Saremo colpiti dalla vista del Ponte Coperto, rifacimento del preesistente ponte trecentesco, distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, che conserva l'idea di quello che fu il progetto dei Visconti: creare un prolungamento della via, che dal Castello portava direttamente al fiume (l’attuale Strada Nuova), centro nevralgico del commercio e degli scambi, dove confluivano le navi cariche di merci. Dal Lungo Ticino si nota immediatamente, al di là del ponte, il quartiere Borgo Basso, un tempo zona di artigiani, pescatori e lavandaie: è uno degli angoli più suggestivi della città, caratteristico e inconfondibile per il susseguirsi serrato di case allineate sulla riva destra del fiume. Qui si può ammirare la Statua della Lavandaia, ancora oggi uno dei simboli della città. Passando il ponte, continuando per il Lungo Ticino Visconti incontriamo una delle ultime porte visibili di Pavia, Porta Calcinara, testimonianza delle antiche Mura; proseguendo verso nord arriviamo in piazza del Duomo (XV sec.), dove ammirare la cupola della Cattedrale che per dimensioni è la terza in Italia.
Aggirando il Duomo, sempre verso nord, ci troviamo in piazza Vittoria, centro di Pavia, incrocio tra gli antichi cardo e decumano (oggi Strada Nuova e Corso Cavour), con il Broletto, sede Municipale fino al 1875, noto come Domus Rubea, la Casa Rossa, per l’inconfondibile colore rosso dell’intonaco. Il giro della città ci porta in Strada Nuova, dove incontriamo la sede centrale dell’Università, poco più avanti il Teatro Fraschini (1771-1773), fino a raggiungere, al termine dell’ex decumano, il Castello Visconteo, risalente al XV sec., ora sede dei Musei Civici. Piazza Castello conclude anche Viale Matteotti. Al di là di questa arteria del traffico cittadino è nascosta l'ultima, ma non per questo meno affascinante, bellezza della città che vi proponiamo: la chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro (XII sec.), nell’omonima piazza, mirabile testimonianza dell’eredità romanica in città.
 
   
         
       
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