Pavia, capoluogo di bellezze
Dal Medioevo al Novecento,
monumentale testimone del tempo

La Certosa di Pavia
La sintesi di arte, fede e mistero


Vigevano la ducale
Una delle più belle piazze d'Italia,
un castello "gemello" e l'industria della scarpa

Mortara la pellegrina
Posta sulla Via Francigena, da sempre
al centro dei percorsi spirituali d'Europa


Robbio l'industriosa
L'altra faccia della Lomellina, quella proiettata
verso i mercati internazionali


Mede la preromana
Testimonianze archeologiche ne confermano
l'antichissima origine celto-ligure

Lomello la storica
Le glorie remote del borgo
che ha dato il nome a un'intera pianura









Situato tra il fiume Sesia ed il torrente Agogna, Robbio si trova al centro di un ingegnoso sistema di irrigazione che ha fatto di questa zona della provincia di Pavia, un tempo arida e sterile, una pianura fertile ricca di coltivazioni tra cui domina quella del riso.
Famoso per i suoi piatti tipici e per la produzione della robiola, Robbio è un centro che vanta un'antica origine che lo farebbe addirittura risalire al neolitico. Molti dei ritrovamenti archeologici della zona fanno pensare ad un insediamento romano (Redobium) confermato dalla testimonianza di Plinio il Vecchio che lo cita nei suoi scritti.
Dopo la caduta dell'impero romano, troviamo tracce di una Robbio longobarda di cui la bella chiesa di San Michele (patrono dei Longobardi) è fedele testimonianza. Più tardi, in epoca medioevale, Robbio fu un centro importante per i pellegrini sulla via Francigena che conduceva dalle Gallie a Roma.
L'antico borgo, diventato con gli anni di sempre maggiore importanza, cadrà poi a partire dal sedicesimo secolo sotto le dominazioni spagnola e austriaca per approdare, nel 1748, al Regno Sabaudo.

Nel 1859, costituita la provincia di Pavia, Robbio entrerà a farne parte, ponendo così fine ad una contesa territoriale durata molti secoli; nel 1875 fu costruito il Municipio e sorse al contempo l'attuale linea ferroviaria Vercelli-Mortara. Con l'apertura del canale Cavour, l'agricoltura ebbe un impulso decisivo nel tessuto sociale di Robbio, facendone un centro agricolo a livello nazionale nella produzione del riso.
Dopo il 1900 arriveranno anche i primi insediamenti industriali che daranno al territorio negli anni a venire un'economia mista agricolo/industriale che tuttora è la principale caratteristica del territorio robbiese.

Dal punto di vista turistico, Robbio conserva quasi interamente il suo aspetto tipicamente medioevale: la Chiesa di San Michele, il Castello, la Torre Sanner sono solo alcuni dei monumenti che offrono al visitatore il fascino immutato di un'epoca remota.
Chi si dovesse trovare a Robbio alla fine dell'estate, capiterebbe in un paese in festa, che si sfida in giochi di piazza e gare dal sapore antico. Sono proprio l'ultima settimana di agosto e la prima di settembre a vedere Robbio impegnato nel Palio dl'Urmon, nato nel 1985 per ricordare il grande olmo che sorgeva davanti alla Chiesa parrocchiale e che, dopo oltre due secoli di vita, era stato abbattuto due anni prima.



 
   
         
       
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