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Con Mario Maffi alla scoperta
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Consigli utili

Quanto vino metto?
E’ sempre importante, ma addirittura fondamentale quando il vino da imbottigliare è destinato a diventare frizzante, non riempire troppo le bottiglie. Questo perché fra il livello del vino e il tappo deve essere lasciato un apposito spazio destinato a diventare camera di espansione dei gas che si formano nella bottiglia. La mancanza di questa “distanza di sicurezza” può causare esplosioni delle bottiglie, anche con gravi conseguenze.

Bottiglie riciclate? Sì, se...
... se le laviamo con l’apposito spazzolino cilindrico e le risciacquiamo abbondamentemente subito dopo averle svuotate del loro contenuto; se le lasciamo riposare capovolte per qualche tempo fino a completa asciugatura e infine se le abbiamo conservate in posizione verticale, tappate con carta bianca (non quella da giornale perché ricca di piombo, che si depositerebbe sul collo della bottiglia creando non piccoli problemi di igiene e tossicità).

La scelta del tappo
Tappo a corona: semplice da applicare e economico, impedisce qualsiasi contatto fra il vino e l’ambiente esterno. Indicato, quindi, soltanto per vini tranquilli e che non debbano subire alcuna modificazione in bottiglia.

Tappo agglomerato: composto da briciole di sughero pressate fra loro, con o senza dischetti di sughero massiccio alle estremità, costituisce una buona alternativa -più economica- al tappo in sughero intero.

Tappo in sughero intero: costoso e sempre più raro, costituisce la chiusura per eccellenza, e il suo uso è riservato ai vini più pregiati.

Tappo in resina: è la più moderna soluzione tecnologica. Ottimo dal punto di vista igienico e funzionale, incontra ancora qualche diffidenza - per lo più immotivata - da parte dei produttori. Date le crescenti difficoltà a reperire sughero di buona qualità a prezzi accettabili, è lecito attendersi una diffusione massiccia di questo prodotto.

In piedi o coricata?
Dopo averla riempita e turata, la bottiglia - se il tappo è di sughero - deve essere mantenuta in posizione eretta. Contrariamente a quanto molti pensano, coricarla subito è un grave errore perché il tappo - durante l’operazione di chiusura - viene costretto e sfibrato. Se la bottiglia viene messa subito in posizione coricata, il tappo si imbeve di vino e perde elasticità. Bisogna quindi lasciare tempo al tappo di ristabilirsi dopo lo “choc” della tappatura e soltanto allora, dopo almeno 10 giorni, mettere la bottiglia coricata. Bisogna comunque ricordarsi di rimettere in posizione eretta le bottiglie dopo non più di 20 giorni da quest’ultima operazione.

Testo liberamente tratto da “Divertirsi in cantina”
di Guerrino Saviotti, enologo. Prima edizione 1999

 

 
   
         
       
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