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Con Mario Maffi alla scoperta
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La religione e il vino

Da quando l'uomo ha conosciuto il vino, ha subito imparato ad identificarlo come frutto miracoloso e da qui l'esigenza per lui di legarlo ad un dio. Le religioni politeiste hanno via via simboleggiato con diversi personaggi il dio di tale liquido. Importantissimo ovviamente Bacco nelle sue sfaccettature (Dionisoe Lieo) che da sempre ha giustificato le sbronze collettive dei Greci, dei Romani e di altri popoli a loro legati. Il dio Bacco si soleva rappresentare attraverso il suo prelibato nettare con la formula del buonumore e dell'amore e non si perdeva occasione all'epoca per ricordarlo in modo esemplare! Ma anche la religione ebraica dedica ampio spazio a questa ambrosia, facendola assurgere spesso a simbolo religioso importante. Potremmo quasi azzardare che il primo testo tramandatoci relativo al mondo vitivinicolo meritevole di grande attenzione può essere identificato con la sacra Bibbia. Oltre 300, infatti, sono le citazioni relative a tale settore, la maggior parte ben mirate e finalizzate. Il Cristo apre la serie dei miracoli con le nozze di Canaan e non è casuale per il suo popolo che proprio un prodotto importante quale il vino possa essere stato momento così essenziale da parte del Messia.


Il vino unitamente al pane (cereali) e all'olio d'oliva costellano la vita di Gesù, che alla fine lascerà in eredità ai suoi discepoli e ai suoi seguaci il vino come simbolo del suo sangue e il pane come simbolo del suo corpo, prodotti che per circa altri due millenni hanno significato la base alimentare dell'area mediterranea. Nel contesto della religione cristiana è bene anche inserire un seguito di citazioni e di miracoli che vedono come protagonista il vino in genere:
San Francesco favorisce, in quel di Rieti, una produzione di buon vino da pochi grappoli d'uva. La nostra nazione non poteva avere santo patrono più adatto!
Sant'Antonio, da buon portoghese, rallegra in quel di Marsiglia un oste ricolmandogli di buon vino la botte trovata smezzata.
Santa Francesca romana favorisce la fruttificazione di viti ormai secche.
Nelle varie epoche sta di fatto che dobbiamo al clero il mantenimento del patrimonio viticolo che ancora oggi rimane importante per questa religione.


Testo liberamente tratto da "Galassia Vino"
di Mario Maffi, enologo

 
   
         
       
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