Vino
Degustazione d'Oltrepo
fra scienza e sensi


L'Oltrepo in un bicchiere
Con Mario Maffi alla scoperta
dei vini dell'Oltrepo Pavese


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L'Oltrepo Pavese è significato da una realtà unica per il settore vitivinicolo: l'alta frammentazione del territorio. Qualificata altresì da un'ubicazione assolutamente favorevole rispetto alle città del nord-ovest, tale zona vanta una tradizione secolare e una grande vocazione per la produzione di uve atte a dare vini di qualità. E' comprensorio che va orgoglioso della presenza di ben cinque cantine sociali, di aziende agricole e commerciali leader del settore, nonché di una nutrita schiera di strutture medio-piccole alla ricerca di una precisa identità. Tale ricerca da parte delle aziende oltrepadane poggia su presupposti positivi che lasciano pensare in modo ottimistico al prossimo futuro. Il senso imprenditoriale proposto dalle aziende medio-grandi ed il rapido ricambio generazionale favorisce l'inserimento di giovani appassionati, normalmente supportati da basi tecnico-culturali concrete e di spessore. Agronomi, enotecnici, enologi ecc., rappresentano la nuova realtà del settore vitivinicolo ed hanno le idee chiare sulle difficoltà a cui vanno incontro: impegno, predisposizione e professionalità si fondono di pari passo con l'onere economico, la valutazione dei costi di produzione, la filosofia produttiva e le scelte commerciali di una così grande avventura.


Se a questo si aggiunge che alcuni tra i grandi gruppi del settore hanno espresso la volontà di investire in zona, riconoscendole un'eccellenza territoriale dal punto di vista paesaggistico e topologico, si capisce che l'Oltrepo ha tutte le carte in regola per pensare ad un grande rilancio. Proviamo ad immaginare l'Oltrepo senza la presenza continua dell'uomo che attraverso il suo operato, oltre ad ottenerne un reddito, risulta di fatto essere il custode più importante del terreno. Soprattutto laddove il viticultore ha capito cosa vuol dire buona gestione del vigneto, infatti, certi problemi sono stati abbondantemente contenuti. Il riferimento corre veloce verso drenaggi ben effettuati, verso coli costantemente puliti, ma in particolare all'inerbimento dei vigneti, pratica questa che sta azzerando praticamente il dilavamento del terreno e con esso tutti i problemi collegati. Solo la presenza di una viticoltura importante che giustifica un reddito potrà garantire una continuità di presenza da parte degli abitanti dell'Oltrepo.

In quest'ottica di sviluppo futuro sono da considerare nuovi elementi a cui dare rilievo. Occorre, per esempio, individuare almeno un paio di vini che possano diventare simbolo del territorio, sui quali giocare il messaggio promozionale, due nomi che possano essere immediatamente associati all'Oltrepo; bisogna facilitare l'accorpamento aziendale, definendo le dimensioni delle realtà famigliari e imprenditoriali; fare tesoro di quell'importante strumento che è la zonazione, pensato dall'amministrazione provinciale, al fine di favorire l'impianto del giusto vitigno con il relativo porta innesto mirato al massimo della qualità finale; e infine, puntare sulla formazione degli operatori, con corsi professionali che creino figure competenti sia nell'ambito viticolo, gestionale, sia in campo economico e commerciale. Soprattutto è importante che gli oltrepadani comincino ad identificarsi con la loro terra, scordandosi un passato nebuloso di domini liguri, lombardi, emiliani e piemontesi: che ritrovino il senso di appartenenza, che deve diventare cultura, conoscenza e passione per il proprio territorio. Se poi a tutto ciò si sapesse accompagnare un certo entusiasmo per l'estetica e la promozione delle aziende e degli enti, il risultato positivo sarebbe certo.

Testo liberamente tratto da "Galassia Vino"
di Mario Maffi, enologo.

 
   
         
       
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